Archivio per Gennaio 2008

Dossier Beppe G. (Parte 1)

NOTA BENE: A scanso di equivoci, io non ho scritto/riportato tutto quel che seguirà nè per gloria personale, nè per fare gli interessi di chicchessia (Pascucci, Veltrusconi, ecc.), nè perchè sono antipatico. Non ho infangato e non voglio infangare il nome di nessuno; voglio solo lasciare una traccia di riflessione, ma sta a voi ragionare con la vostra testa.

Quello che segue è un insieme di fatti; nessuna conclusione viene azzardata, anche perchè a volte la realtà supera la fantasia e anche il solo ammetterlo è difficile da accettare. L’unica cosa che vi posso dire è: tenete bene gli occhi aperti, leggete il blog di Grillo ma approfondite, criticate, fatevi LA VOSTRA OPINIONE, e se avete delle battaglie da portare avanti fate sì che siano le VOSTRE battaglie, non quelle di Grillo o di Pascucci.

Detto questo, armatevi di Santa Pazienza (e due tazze di caffè) e continuate a leggere.

Avevo detto che avrei parlato di Grillo, ora parlo. In questa prima parte si parlerà dei personaggi che stanno sotto Grillo…

Quello che segue NON è farina del mio sacco, dove possibile ho messo link alle fonti, comunque si ringrazia Michele Morini, Utopico e Marcello Pamio per le loro ricerche (e se ho dimenticato qualcuno ditemelo!).

Chi è Gianroberto Casaleggio?

È lui il manager che ha persuaso Grillo dell’utilità della Rete. La società che presiede, la Casaleggio Associati, ha l’obiettivo dichiarato di «sviluppare in Italia la cultura della Rete».

E ha creato e gestisce, tra le altre cose, non solo il blog di Beppe Grillo, la distribuzione di tutti i suoi gadget, ma ha anche ideato, secondo indiscrezioni, lo stesso V-Day!

Gianroberto Casaleggio inizia la sua carriera nell’Olivetti di Roberto Colaninno, poi diventa amministratore delegato di Webegg, joint venture tra Olivetti e Finsiel, a fine giugno 2002 Olivetti cede la propria quota (50% del capitale) in Webegg Spa a I.T. Telecom Spa, che nel 2000 ha dato vita a Netikos Spa dove Casaleggio fa parte del CdA con Michele Colaninno (secondogenito di Roberto e presente nel CdA Piaggio), poi nel 2004 chiude e passa con altri dirigenti Webegg a fondare nel 2004 la Casaleggio Associati.

Nel Gennaio 2005 parte il blog di Beppe Grillo.

Chi sono i soci della Casaleggio Associati, editore del blog di Grillo?

La Casaleggio Associati viene fondata il 22 Gennaio 2004 da Enrico Sassoon, Gianroberto Casaleggio, Luca Eleuteri, Davide Casaleggio e Mario Bucchich.

  • Gianroberto Casaleggio, già Amministratore Delegato e Direttore Generale della Webegg
  • Luca Eleuteri, tra il 2000 e il 2003 lavorava nella Direzione Generale di Webegg
  • Mario Bucchich, fino al settembre 2003 è stato Responsabile Comunicazione e Immagine del Gruppo Webegg
  • Enrico Sassoon, entra il 15 gennaio 2001 nel Consiglio di amministrazione di Webegg

    Come già accennato, 4/5 dei soci della società editrice del sig. Grillo (tutti meno Davide Casaleggio) hanno ricoperto importanti incarichi alla Webegg, come Maurizio Benzi, Marketing di Webegg e organizzatore dei Meetup di Grillo a Milano.

    Cos’è la Webegg?

    Webegg Spa è un gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende in Rete. Era controllata per il 59,8 % da I.T. Telecom Spa (controllata a sua volta al 100% da Telecom Italia). Poi, nel luglio 2004, I.T. Telecom Spa sigla un accordo con Value Partner Spa per la cessione del pacchetto azionario detenuto in Webegg Spa, pari al 69,8% del suo capitale, al prezzo di 43 milioni di euro, il restante 30,2% è posseduta da Finsiel (79,5% Telecom Italia). In seguito alla fusione con VP Web e VP Tech è nata Value Team, gruppo che possiede anche Netikos attraverso la fusione con la controllante Etnoteam.

    Un breve ripasso su Roberto Colaninno

    Roberto Colaninno nel 1996 viene nominato amministratore delegato di Olivetti.

    In quegli anni trasforma l’azienda da una società di computer in una holding di telecomunicazioni creando Infostrada e Omnitel.

    Nel 1999 lancia una offerta pubblica di acquisto (OPA) su Telecom Italia, fino ad oggi la più grande operazione di acquisizione mai operata in Italia. Come soci dell’operazione ha un gruppo di imprenditori bresciani guidati da Emilio Gnutti.

    L’operazione riesce, però crea un grosso debito in Telecom che non riesce a risanare, facendo sprofondare la società di telecomunicazione.

    Nel 2001 vende la Telecom a Pirelli (Marco Tronchetti Provera) e Benetton (famiglia Benetton).

    “Olivetti stima che 13.000 persone nella telefonia fissa siano di troppo e si aggiungono alle 6.000, impegnate in altre attività del gruppo, che Telecom sta già spingendo a uscire” (Il Sole 24 Ore, 22-5-99).

    Letto bene? 19.000 licenziamenti!

    Tiriamo le somme!

    Gianroberto Casaleggio, l’uomo dietro Grillo, ha avuto rapporti con i Colaninno. E prima di lavorare in proprio è stato in una società controllata da Telecom Italia, la Webegg.

    Nondimeno Grillo attacca Gnutti-Colaninno (Mr. 19.000 licenziamenti) e soprattutto Provera (prode skipper con l’hobby delle scatole cinesi…).

    La share action che scopo ha? Beppe Grillo scrive al neo a.d. Bernabè che nel 2008 sarà pronto con la share action, ma a far che??? Non è un po’ strano che il suo editore sia così attaccato all’argomento Telecom?

    Oltre il sig. Casaleggio…

    Nel 2004 la Casaleggio annuncia la partnership con Enamics, una società statunitense fondata nel 1999, leader del Business Technology Management (BTM).

    La Enamics ha come clienti potenti corporation del calibro di: Pepsico, JP Morgan, Northrop Grumman, US Department of Tresury (Dipartimento del Tesoro USA), BNP Paribas, American Financial Group, ecc.

    Tra le società citate, quella che più interessa è la banca d’affari JP Morgan, perché rientra nell’impero dei Rockefeller, famiglia nota per essere uno dei più ricchi ed influenti gruppi di potere, per la filantropia paraculistica, e meno noti per le loro idee sulle razze e sul controllo demografico, e per gli strani progetti cui partecipano insieme agli amiconi Bill Gates e Monsanto.

    Di società segrete ne parla incredibilmente Beppe Grillo quando cita il Gruppo Bilderberg, quindi su questo argomento c’è una strana identità di vedute con me.

    Siete stanchi? Non avete ancora scoperto tutto!

    La mission di Casaleggio Associati:

    “L’obiettivo della società è di sviluppare in Italia una cultura della Rete attraverso studi originali, consulenza strategica, articoli, libri, newsletter, seminari e con la creazione di gruppi di pensiero e di orientamento.”

    E come afferma sul proprio sito:

    “Casaleggio Associati dispone di competenze specifiche sulla Rete, tramite i suoi soci ed affiliati; della conoscenza del territorio di applicazione, dovuta ai Rapporti e ai Focus di settore; delle tendenze e delle best practice, grazie al network di partner statunitensi.”

    Sembra proprio che Casaleggio si avvalga dell’esperienza americana; un esempio di azienda modello di marketing è la Bivings Group, nota per i clienti importanti, tra cui JP Morgan e Monsanto. La Monsanto dopo clamorosi fallimenti nel tentativo di spianare la strada all’ingresso degli OGM nel mercato si è affidata a Bivings Group con eccellenti risultati. Come ha fatto la Bivings è spiegato in questo eccezionale articolo (da leggere!).

    Per chi è troppo fuso dal mio post posso dire che si è avvalsa di personaggi fasulli (fake persuaders), dipendenti della Bivings (smascherati!) che andavano nei forum e scrivevano messaggi ‘disinteressati’ a favore della Monsanto e contro ricercatori che avevano scritto un articolo su Nature in cui affermavano che il mais messicano di produzione locale era stato contaminato, da una distanza molto grande, da polline geneticamente modificato. Un macigno per i colossi del bio-tech che stavano cercando di convincere Messico, Brasile e Unione Europea ad abolire l’embargo sulle sementi OGM.

    Cosa provocarono i commenti di questi fake? Fecero RITRATTARE Nature (prima volta in 133 anni!), la quale scrisse che l’articolo non doveva essere pubblicato. Possibile??? Sì, questa è una tecnica di ‘marketing virale’: si inventano fake che scrivono cose volutamente tendenziose per influenzare la gente indecisa che si schiera dalla loro parte pensando che <<se più di una persona la pensa così allora sarà vero!>>. E così via in maniera esponenziale come una vera infezione di massa!

    Questa è la definizione tratta da Wikipedia:

    “Il marketing virale è un tipo di marketing non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati per trasmettere il messaggio ad un numero esponenziale di utenti finali.

    È un’evoluzione del passaparola, ma se ne distingue per il fatto di avere un’intenzione volontaria da parte dei promotori della campagna.”

    Curiosità

    I blog di Beppe Grillo e Antonio Di Pietro sono entrambi gestiti dalla Casaleggio Associati.

    Cito le parole di Giacomo Castellano:

    [...] gl’indirizzi dei gestori tecnici dei domini beppegrillo.it e antoniodipietro.it risultano tuttora domiciliati in via Jervis 77 a Ivrea, stesso indirizzo della sede storica di Olivetti.
    Il fatto curioso è che i domini olivetti.it e olivetti.com risultano appoggiati al gestore tecnico TELECOM ITALIA, domiciliato a Taranto…”

    Prossimamente…

    Ora bisognerà spiegare perchè Casaleggio potrebbe rifarsi a questo modello di marketing e contestualmente parlare della strategia di comunicazione di Grillo…

    E magari aggiungo anche le mie considerazioni personali…

    Le altre parti del dossier

    Dossier Beppe G. (Parte 2)

    Dossier Beppe G. (Parte 3)

    Qualche veloce considerazione sull’elettore

    Non voglio fare un post chilometrico su un argomento così dibattuto, però voglio pesare le ragioni degli astensionisti e di coloro che, in un modo o nell’altro, vanno a votare.

    I ‘votazionisti’

    Direi dati alla mano che il 50% di chi andrebbe a votare oggi ci andrebbe per inerzia, cioè sa già che moltissimo di quello che vorrebbe che fosse realizzato non verrà realizzato, d’altro canto spera che quella mezza cosa che faranno per loro possa bastare a cambiare in meglio la loro situazione.

    Un buon 15-20% (presumibilmente molte persone anziane) secondo me voterebbe in maniera abbastanza convinta perchè pensa che la politica sia ancora un pelino candida e ha tradizione di voto di quel tipo. Coloro che aderiscono a questo profilo fanno parte dei cosiddetti ‘convinti’.

    Il rimanente 30-35% è composto dai cosiddetti ‘incerti’, di due tipi: quelli ’schifati’, e quelli ‘boh non seguo molto la politica, ma quello l’ho visto in tv e mi pare una persona seria’.

    Gli ‘astensionisti’

    Questa categoria copre una fetta di elettori sempre più alta, per ovvi motivi. Direi che sono tutti compatti nel voler mandare a casa l’intera classe dirigente esistente in stile ‘gandhiano’.

    Domande e risposte

    1. Perchè votare il criminale meno cattivo? Perchè forse qualcosina fa.
    2. Perchè non votare i due criminali? Perchè sono cattivi e danneggiano sempre di più il Paese.

    Perchè un votazionista pur concordando sulla risposta al quesito 2 va a votare? Perchè teme che quelli che votano il criminale più cattivo vincano.Perchè un astensionista pur concordando sulla risposta al quesito 1 non va a votare? Perchè ormai ha iniziato un percorso e con coerenza vuole proseguire, sperando che sempre più gente si aggreghi alla sua lotta.

    Bisogna sottolineare che in molti, sia tra gli astensionisti sia tra i votazionisti, c’è l’intimo desiderio che arrivi una specie di Messia che si candidi con l’obiettivo di far man bassa di consensi e salvare il Paese. Il problema è che questo Messia non arriva mai: molti giurano sul fatto che Beppe G. sia il Messia e tengono duro, ciascuno con la propria strategia, in attesa che si decida e si candidi.

    A mio modo di vedere Beppe G. da questo punto di vista è un’illusione, un ologramma molto convincente ma sempre un ologramma. Occhio! Un merito Beppe G. ce l’ha! In maniera quasi involontaria sta creando un movimento d’opinione, con gente che ha ancora qualche rimasuglio di coscienza critica. In parte questo movimento è organizzato sotto forma di gruppi Meetup, ma ho ancora l’impressione che siano in una fase embrionale per poter incidere veramente.

    Riusciranno costoro a staccarsi dal legame ideologico grilliano, ad allargare il raggio delle loro azioni fino a coprire temi censurati dallo stesso Beppe G.? Se e quando si decideranno a fare politica porteranno alla luce il vero problema del Paese: il legame banche-classe dirigente che logora gli interessi dei cittadini?

    Enigmistica amarcord

    Allora, stavo osservando una cartolina (di cui trovate una scannerizzazione più in basso) che ritrae il nostro Silvio B. al raduno del G7 a Napoli nel 1994, e ho notato un sacco di belle facce: un raggiante Clinton (forse pregustava già la Lewinsky!), un soddisfatto Kohl (pensava forse ai soldi che gli davano i petrolieri?), un Dini eccitato come se fosse al primo giorno di scuola (che strano… ha votato la sfiducia a Prodi pur essendo suo alleato…), invece gli altri non li riconosco.

    Ah, che bei tempi andati (?).

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    La cartolina era in un inserto di ‘Cuore’, la straordineria rivista satirica diretta da Michele Serra, ora purtroppo non più esistente… :/

    Prodi can’t go on…

    OK, ci ho sperato per un paio d’ore, poi ho dovuto gettare la spugna; la cosa che mi consola è che non si andrà votare (provo a rilanciare) visto che si farà quasi sicuramente un governo istituzionale. Questo lo sappiamo tutti. Quello che stiamo assistendo in queste ore è l’ennesimo teatrino collaudato quando tutto è già deciso: i politici si prenderanno una vacanza, si metteranno al posto il trucco, nel frattempo governerà gente che farà quel che ha sempre voluto fare ma non ha mai potuto fare. Pensate… Montezemolo o Draghi ministro dell’economia… cosa potrebbe fare uno così in quella posizione? Lascio a voi le conclusioni.

    Poi fatta la nuova leggina non-elettorale si ritornerà tutti a votare facendo finta che le cose andranno meglio…

    Intanto Beppe Grillo con un tempismo impeccabile lancia l’ennesima pseudo-proposta delle liste civiche ‘certificate’.

    Comunque ci sarà tempo e modo per parlare del signore Grillo nel bene e nel male.

    Edit: purtroppo si va a votare. Io voto questo.

    Intervallo

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    Pausa dal lavoro, 1945

    Quest’opera di Renato Guttuso ci mostra un momento di pausa di un gruppo di muratori, il simbolo della ricostruzione del Paese nel secondo dopoguerra.

    Questuanti… che ci posso fa’?

    Dunque, stamane c’era un clima bello arieggiato, fresco e soleggiato. Ero in stazione a Padova che attendevo il treno per il ritorno a casa. Ad un certo punto arriva un tizio che chiede soldi come tanti, mi apostrofa con un <<hey, mister!>>. Io faccio finta di nulla, poi mi s’avvicina e mi dice: <<Sto tornando da una festa dalla Svizzera, avresti mica 20 centesimi? Se vuoi ti regalo una canna!>>.

    Ma a quel punto in me scatta un complesso meccanismo psicologico che mi spinge a dire <<non ho niente, mi dispiace>>, sebbene avessi i venti centesimi.

    L’ho guardato in faccia prima della questua e mi sembrava un drogato comunista (no scherzo, mi sembrava solo parecchio fumato!), e quindi lì per lì ho pensato: <<E se questo vede che ho più di venti cents magari mi rompe affinchè mi dissangui per lui facendo leva sulla mia bontà, o peggio, tira fuori un coltello e si piglia il portafogli!>>.

    Che fare? Correre il rischio e mostrarsi generosi, oppure mostrarsi tirchi, freddi e insensibili, e non rischiare nulla?

    Poi, a pensarci bene, 20 centesimi per una canna era un affarone!

    Prodi must go on…

    Prodi ha tradito il mandato degli elettori non facendo nulla di quanto promesso nel suo programma. Ma c’è qualcuno che ha mai rispettato il mandato degli elettori in questi ultimi 40 anni? Scagli la prima pietra chi è senza peccato.

    Prodi è una persona furba, cura i propri interessi dietro la facciata pubblica, come tutti gli altri.

    Ma Prodi ha dimostrato anche di essere un abile manager di “onorevoli”, di fare qualche minima minima cosa che lo salva, per un soffio, dalla categoria dei parassiti infami cui invece appartiene Berlusconi.

    Il Financial Times (odio accettare consigli dagli Inglesi!) ci consiglia di salvare Prodi per non andare a votare, perchè con questa legge non-elettorale si aprirà un nuovo periodo di instabilità che avrà effetti devastanti sul nostro deboluccio paese.

    Prodi, se vogliamo dirla tutta, è più furbo di Berlusconi perchè ha saputo destreggiarsi nelle sue mangerie evitando di comparire in tribunale e avvalendosi di terze persone (leggi Mastella).

    Berlusconi dal canto suo ha dovuto scomodare il Parlamento per far votare delle leggi che proteggessero la sua persona e quella dei suoi collaboratori, e questo molti non lo hanno digerito… sempre TROPPO pochi, eh!

    Insomma mi ritrovo costretto a tifare per questo sgangherato Governo, sapendo già in partenza le delusioni che mi riserverà.

    Attendo il calare della sera e un levare di boati in diretta nazionale.